domenica 5 aprile 2026

Il tempo dei semplici. Luigi Nacci


Grazie a queste righe di struggente poesia. Perché questo romanzo è poetico e perche' mi sono sentita che finalmente non mi devo sentire strana, che non devo sentirmi patologica, che sono in molti a soffrire indefinitivamente quando la morte è entrata in casa troppo presto e questo giocare d'anticipo ti ha in qualche modo minata nel profondo. Grazie perché queste pagine mi hanno fatta sentire normale nel rapporto, incompreso dai più, con un genitore e con il tempo che passa e la paura, che invece non passa, che la morte te lo porti via perché sai che non sei pronto oggi e che non lo sarai mai. Luigi Nacci ti avvolge con la sua irreparabile definitiva malinconia che senti tua, tua come mai l'hai saputa raccontare se non a te stessa. Perché, quando hai provato a farlo ad alta voce con qualcun altro, l'hai pagata con una predica o un'etichetta e alla fine hai imparato a tenerla custodita con te.

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