Si puo' esorcizzare un addio scrivendone? Si puo' definire amore un amore che finisce? E chi siamo mentre amiamo e chi diventiamo quando non amiamo più? Tutti gli amori si consumano e hanno una data di scadenza o esistono esseri superiori destinati ad altro? E ci sono colpe o e' tutto scritto? Si puo' ricominciare? Si puo' impazzire? Si puo' essere di nuovo felici? Ci si puo' ricostruire? Domande implicite si susseguono per quasi trecento pagine guidate dalla disperazione e dalla non rassegnazione. Non ci sono risposte ma solo un fiume di parole nelle quali possiamo ritrovarci, amiche e nemiche dei nostri sentimenti, con le quali possiamo litigare o fare pace. Parole che raccontano l'accaduto e provano ad immaginare cio' che deve ancora succedere perché la fantasia, si sa, ha il dono del respiro.
osteriadelpistacchio
domenica 31 maggio 2026
giovedì 21 maggio 2026
Parlami d'amore. Antonella Viola
domenica 26 aprile 2026
La gatta ha visto tutto. Dolores Hitchens
domenica 5 aprile 2026
Il tempo dei semplici. Luigi Nacci
Grazie a queste righe di struggente poesia. Perché questo romanzo è poetico e perche' mi sono sentita che finalmente non mi devo sentire strana, che non devo sentirmi patologica, che sono in molti a soffrire indefinitivamente quando la morte è entrata in casa troppo presto e questo giocare d'anticipo ti ha in qualche modo minata nel profondo. Grazie perché queste pagine mi hanno fatta sentire normale nel rapporto, incompreso dai più, con un genitore e con il tempo che passa e la paura, che invece non passa, che la morte te lo porti via perché sai che non sei pronto oggi e che non lo sarai mai. Luigi Nacci ti avvolge con la sua irreparabile definitiva malinconia che senti tua, tua come mai l'hai saputa raccontare se non a te stessa. Perché, quando hai provato a farlo ad alta voce con qualcun altro, l'hai pagata con una predica o un'etichetta e alla fine hai imparato a tenerla custodita con te.
lunedì 16 marzo 2026
Viaggio in Italia. Gianrico Carofiglio
domenica 1 marzo 2026
Lezioni sull'odio. Michela Murgia
Michela Murgia, conosciuta troppo tardi, ascoltata troppo tardi, letta troppo tardi, ammirata troppo tardi, manca in ogni sua parola. Incredibilmente sorpredente per quanto fosse vera e definitivamente schietta. Senza se e senza ma. Come se la paura, quella paura dell'essere giudicati, che ci guida quasi costantemente nella vita, per cui aderiamo più a quello che desiderano gli altri, piuttosto che a ciò che ci appartiene, lei, Michela, non la conoscesse. Ci sono righe, ci sono parole, ci sono concetti, che solo chi è oltre la comune mediocrita', ha la capacità e la forza di saper vivere e raccontare. Lei era ed è un'anima che sapeva andare al di la'. Che prova a farci andare al di là. Che ci fa fermare, riflettere, indagare in noi stessi, per venire allo scoperto e fare i conti con quella nostra parte opaca. Manca, come solo le belle voci potenti sanno mancare.






