Grazie a queste righe di struggente poesia. Perché questo romanzo è poetico e perche' mi sono sentita che finalmente non mi devo sentire strana, che non devo sentirmi patologica, che sono in molti a soffrire indefinitivamente quando la morte è entrata in casa troppo presto e questo giocare d'anticipo ti ha in qualche modo minata nel profondo. Grazie perché queste pagine mi hanno fatta sentire normale nel rapporto, incompreso dai più, con un genitore e con il tempo che passa e la paura, che invece non passa, che la morte te lo porti via perché sai che non sei pronto oggi e che non lo sarai mai. Luigi Nacci ti avvolge con la sua irreparabile definitiva malinconia che senti tua, tua come mai l'hai saputa raccontare se non a te stessa. Perché, quando hai provato a farlo ad alta voce con qualcun altro, l'hai pagata con una predica o un'etichetta e alla fine hai imparato a tenerla custodita con te.
osteriadelpistacchio
domenica 5 aprile 2026
lunedì 16 marzo 2026
Viaggio in Italia. Gianrico Carofiglio
domenica 1 marzo 2026
Lezioni sull'odio. Michela Murgia
Michela Murgia, conosciuta troppo tardi, ascoltata troppo tardi, letta troppo tardi, ammirata troppo tardi, manca in ogni sua parola. Incredibilmente sorpredente per quanto fosse vera e definitivamente schietta. Senza se e senza ma. Come se la paura, quella paura dell'essere giudicati, che ci guida quasi costantemente nella vita, per cui aderiamo più a quello che desiderano gli altri, piuttosto che a ciò che ci appartiene, lei, Michela, non la conoscesse. Ci sono righe, ci sono parole, ci sono concetti, che solo chi è oltre la comune mediocrita', ha la capacità e la forza di saper vivere e raccontare. Lei era ed è un'anima che sapeva andare al di la'. Che prova a farci andare al di là. Che ci fa fermare, riflettere, indagare in noi stessi, per venire allo scoperto e fare i conti con quella nostra parte opaca. Manca, come solo le belle voci potenti sanno mancare.
giovedì 26 febbraio 2026
Una passione sinistra. Chiara Gamberale
martedì 17 febbraio 2026
Libreria Hyunam-dong. Rimedi per l'anima. Hwang Bo-Reum
All'inizio non capivo come queste pagine avessero avuto così tanto su successo e pensavo che la traduzione non avesse reso giustizia. Poi, pagina dopo pagina, ho lasciato andare i miei pregiudizi e forse me stessa. E non solo ho iniziato ad immedesimarmi nei vari personaggi ma sono riuscita ad immergermi nelle loro atmosfere, nei loro pensieri, nelle loro logiche. Non scopri nulla di sconvolgente in questo romanzo, eppure sembra proprio essere un manuale di vita. In un'atmosfera lontana dalla nostra frenesia e dal nostro collettivo obnubilamento, mentre ci sforziamo per raggiungere una falsa felicità, ci viene raccontato in un lento aprirsi, come di un fiore che si svela a primavera, quello che dobbiamo fare di noi stessi, con noi stessi. Per ascoltarci, per accettarci, per camminare, per fermarci, per amarci. È un romanzo che, senza nessuna presunzione, apre gli occhi. E poi aprire una libreria, per trovare la felicità, sembra non dover restare un sogno da rimandare ad un'altra vita.
Grazie all'amica per questo dono.






