"Nella carne" lo leggi senza riuscire a staccartene. All'inizio, personalmente, senza nessun particolare pathos, trovandolo freddo, distante, asettico. Eppure continui, come rapito, domandandoti cosa ti attragga ma tornandoci. Non è tanto la trama. A tratti quasi inverosimile per ciò che accade a Istvan. È sicuramente il modo di narrare. Una cronaca priva di qualsiasi tratto che tocchi le corde dell'emotivita' insieme alla quasi spersonificazione di Istvan da ciò che gli succede. Tutto è raccontato come se chi vive non vivesse ma si facesse semplicemente vivere. Qui si racconta non solo il destino a cui siamo sottoposti ma anche come ci allontaniamo dai nostri stessi sentimenti facendoci vivere e non vivendo più.

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