domenica 25 gennaio 2026

Colpo di luna. George Simenon


L'inquietudine traspare in ogni pagina, come in ogni pagina senti il caldo africano come se lo avessi appiccicato sulla tua pelle. Senti il sudore, gli odori acri e insopportabili, la bassezza dell'essere umano che umano dimentica di  essere. Senti le aspettative schiantarsi contro un mondo scuro e basso. Senti quello che non vedi e che diventa, parola dopo parola, una nube di odori intensi e sgradevoli e afa e sudore che ti opprime e soffoca e obnubila i sensi. Simenon sa raccontare ciò che succede senza raccontare l'accaduto. Dell'uomo e del dentro l'uomo.

venerdì 23 gennaio 2026

Viaggio in libreria. A cura di Paolo Mugnai

 

Un dono. Un libro lo e' sempre. Se poi parla di librerie è quasi un dono doppio. Se poi, dalle librerie protagoniste, sgorgano altrettante storie, il dono si triplica o quadruplica o ancora di più. Perché leggere è magia. Perché che sia finzione o realtà quello che leggi ti porta via. Da dove sei. Da chi sei. E sogni, credi, speri, voli. Le altre storie sono le tue storie.  E tu, che stai leggendo, consegni la tua di storia, silenziosa e non raccontata, nelle mani di tutte le altre. Ti senti un tutt'uno. E non sei più solo.

giovedì 22 gennaio 2026

La portalettere. Francesca Giannone


Un bel romanzo. Di quelli che scorrono, che ti incuriosiscono, in cui puoi immergerti ed immedesimarti. I protagonisti raccontati possono essere veri e forse lo sono, ma sicuramente autentica e' la moltitudine di sentimenti che agitano gli animi, che si intrecciano, che dirigono le vite smuovendo i destini. Sentimenti mai sfacciatamente vissuti ma trattenuti, tenuti segreti, celati e, forse, per questo ancora più forti e determinanti. 

lunedì 12 gennaio 2026

Nella carne. David Szalay


"Nella carne" lo leggi senza riuscire a staccartene. All'inizio, personalmente, senza nessun particolare pathos, trovandolo freddo, distante, asettico. Eppure continui, come rapito, domandandoti cosa ti attragga ma tornandoci. Non è tanto la trama. A tratti quasi inverosimile per ciò che accade a Istvan. È sicuramente il modo di narrare. Una cronaca priva di qualsiasi tratto che tocchi le corde dell'emotivita' insieme alla quasi spersonificazione di Istvan da ciò che gli succede. Tutto è raccontato come se chi vive non vivesse ma si facesse semplicemente vivere. Qui si racconta non solo il destino a cui siamo sottoposti ma anche come ci allontaniamo dai nostri stessi sentimenti facendoci vivere e non vivendo più.