lunedì 28 marzo 2016

Passeggeri notturni, Gianrico Carofiglio

Non lo nego, l'avvocato Guerrieri e la sua Bari mi mancano da morire e vorrei che Carofiglio tornasse un po' a parlare di loro ma devo dire che lui mi piace comunque. Il suo modo di raccontare e' sempre coinvolgente e mai scontato, pur restando raggiungibile ai molti.
Aneddoti, racconti, riflessioni. Molti, ognuno di tre pagine e in ognuna di quelle tre pagine trovi tutto.  Ironia, insegnamento, momento per soffermarsi.
Da leggere. Al parco o sotto una coperta in una giornata piovosa di primavera. Piacevole come sempre.
" Conosci uno scrittore di nome Chesterton.?" Le ho chiesto.
"Non l'ho mai letto, perché?
"Chesterton diceva che le fiabe non servono a spiegare ai bambini che i draghi esistono. Questo i bambini lo sanno già.
" E a che servono?" Mi chiese lei.
"Le fiabe servono a spiegare ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

venerdì 25 marzo 2016

<Un monaco incontro' un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: "Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?" Il maestro gli diede un pugno in faccia>.

domenica 20 marzo 2016

esplosioni ... 




Pollo al gorgonzola

Ho lavato e asciugato 8 fettine di pollo sottile. Le ho adagiate in una padella antiaderente con un trito di rosmarino, sale e pepe bianco. Ho aggiunto 200 grammi di gorgonzola e cotto girando le fettine per circa 20 minute a fuoco basso.
Ho servito con trevisana al forno con scaglie di grana.



Biscotti al cocco

Ho lavorato 250 grammi di crema di ricotta con 2 uova, 300 grammi di cocco grattugiato e 150 grammi di miele di arancio. Con un cucchiaio ho distribuito l'impasto sulla placca con carta da forno e ho cotto a 200 gradi per circa 30 minuti.



Insalata sprint ...

Ho semplicemente adagiato dell'insalatina fresca e tenera in una ciotola. Ho aggiunto filetti di tonno , pomodorini sardi. Ho circondato il perimetro con piccoli sfoglie di mais e riso. Ho condito con vainegrette di olio, aceto balsamico e sale rosa.



Maritozzi ... del corso di cucina

E al meraviglioso corso di cucina che mi hanno regalato abbiamo preparato anche i maritozzi ...

Ecco la ricetta e il risultato ...
Abbiamo sciolto 25 grammi di lievito (cubotto) in 100 grammi di acqua e abbiamo impastato con 250 grammi di farina forte (manitoba) e abbiamo lasciato riposare. Abbiamo quindi incorporato 250 grammi di farina I, 50 grammi di zucchero integrale, 50 grammi di miele di acacia, 50 grammi di olio di girasole, 50 grammi di uvetta ammollata, 150 grammi di acqua, 4 uova, una presa di sale, la scorza grattugiata di un'arancia e dell'anice stellato. 
Abbiamo formato delle palline di circa 80 grammi ciascuna dando poi una forma allungata. Abbiamo predisposto le palline su una placca foderata con carta da forno. Abbiamo coperto e lasciato riposare in un luogo tiepido . Abbiamo cotto a 200 gradi per circa 15 minuti.
Abbiamo lasciato raffreddare e ... gustato.





Cinque cereali piccanti con verdure ... da asporto

Ho cotto al vapore 200 grammi di 5 cerali (kamut, orzo, farro, riso rosso, grano). Ho passato in padella un misto di verdure (fagiolini, carote e mais) con olio, curry, paprika piccante e sale. Ho scolato i cereali e li ho saltati in padella con le verdure. Ho lasciato raffreddare e ... pronto il pranzo per l'ufficio.


Muffin mela miele e cubotto

Ho lavorato 2 uova con 70 grammi di zucchero di canna e 70 grammi di miele di acacia. Ho aggiunto 200 grammi di farina, 200 grammi di yogurt bianco naturale e ho continuato a lavorare l'impasto con una frusta, aggiungendo alla fine mezzo cucchiaino di lievito di birra. Ho tagliato 1 grande banana a fettine sottili e dopo aver mescolato l'ho aggiunta all'impasto. Ho versato l'impasto nei pirottini tulip cup e ho aggiunto al centro di ognuno un cubo di cioccolato fondente. Ho cotto a 190 gradi per circa 35 minuti.


sabato 19 marzo 2016

E se ti avessero detto che sarebbe successo?  Se ti avessero detto che sarebbe stato proprio così, se ti avessero annunciato, preallertato, avvertito? Se ti avessero fatto vedere il futuro in una sfera di cristallo e quella la' dentro fossi stata proprio tu? Avresti svoltato un attimo prima, avresti accelerato in quel rettilineo, avresti preso quel sentiero così originale a dispetto della strada conosciuta e piatta? È così strano pronunciare ogni volta quella frase così vera eppure così scomoda del " con il senno del poi ...". Perché siamo ogni volta, per ogni avventura, così dannatamente insensati e affascinati e travolti da qualcosa di magico seppur ignoto e potenzialmente meno tranquillo o addirittura ciechi? Perché diamo per scontato che sarà la vita a portarci alla meta senza un nostro attivo contributo? E' la presunzione o la leggerezza d'animo a lasciarci poi naufraghi? È questo forse il senso della vita? Forse la vita non è' altro che la ricerca del senno e con esso il suo senso? Saremo mai così saggi da non aver bisogno di ascoltare quella vocina dentro di noi che ci sussurra ma che a volte scegliamo di ignorare? 

giovedì 17 marzo 2016

Niente da fare ...

Lo faccio con una sorta di malessere, sempre. E impiego del tempo. Lo prendo, lo riprendo, ci provo. Un po' come se fosse un essere umano. Mi comporto con le pagine che non mi piacciono allo stesso modo. Riservo loro il trattamento riservato ai miei simili, quelli che non mi convincono, o quelli a cui paradossalmente tengo. Do' sempre loro un'altra possibilità perché non voglio accettare di essermi sbagliata. Sera dopo sera mi guarda e allora mi intenerisco, lo prendo tra le mani e riprendo da dove lo avevo abbandonato. Ma succede che mi delude. Di nuovo. O mi annoia. Di nuovo. E allora mi abbandono all'idea. Ci ho provato, mi sono impegnata, l'ho affrontato da un'altra prospettiva, ho voluto addirittura andare oltre quello che erano semplicemente parole ma no ... alla  fine, devo farlo, mi arrendo. Non mi appartiene l'arresa. Ma il piacere non può venire meno. E allora, mio caro libro, ti lascio e mi appello al diritto del lettore di abbandonare un libro. Do' ragione a Pennac. E iniziò il distacco da "L'amante giapponese" di Isabel Allende, lei che una volta ribaltava la mia anima giovane. Forse la Allende scrive meno bene? Piu' facile che la mia anima non più giovane abbia bisogno di altro.

lunedì 14 marzo 2016

Arriva piano, e' piccola, sussurra, occupa un angolo dimenticato della mente. Poi la velocita' aumenta, le sue dimensioni si ampliano, la voce si innalza di un tono e da' una spinta agli altri pensieri. E  succede che e' enorme, urla e annulla tutto il resta e si identifica con tutta la tua mente. Ti piace ancora chiamarla domanda. Ti piace ancora identificarla con un perchè. Ti hanno insegnato che per ogni domanda c'e' una risposta. E speri sempre che la risposta sia una spiegazione condivisibile che ti fara' semplicemente pensare che una ragione valevole c'era.  Ma ecco che mentre il finto perche' gioca a girotondo, eccolo che si sente spintonare, maltrattare, urtare. E' lei. La verita'. Quella che conosci. Di cui hai certezza. Che si e' presentata talmente tante volte da non avere piu' bisogno di mostrare la carta di identita'. Potrebbe solo dover cambiare nome e allora, forse, l'accetteresti. Ecco a voi signori. Vi presento la verita'. Cruda cattiva che ha un perche' che non ti piace e che cacci e pur di non sentirlo e vederlo, sei disposta a fare tutto il percorso al contrario. Annulli la mente e poi pensi ad altro e poi quel perche' lo riduci fino a non sentirlo piu' perche' l'hai sentita la verita'. Ti ha ferita e fatto male. E allora la alzi tu la voce, con il suono di altri pensieri e lei si allontana, ricacciata e torna laggiù, al suo posto sussurrando fino a non sentirla più.
Forse è solo una questione di prospettiva. O forse la colpa è da attribuire all’aspettativa. E’ colpa loro. Dal punto di osservazione dal quale parti e nel pensare che vedrai qualcosa di particolare. Sei lì, seduta su uno scoglio e vedi quell’onda, in mezzo al mare impetuoso, prendere una certa angolazione e allora pensi che si infrangerà proprio in quell’istante e sicuramente con quell’angolazione. E sei lì con il fiato in gola che attendi perché sai che vederla proprio così come te la sei immaginata sin dal suo nascere, ti renderà felice. Ma eccola, l’onda. Lei è il vento e le correnti ed è libera, ha la sua idea e si infrange qualche istante dopo e pochi centimetri più in là e … tutto cambia. Non accade. Non arriva. L’istante che ti eri prefigurato cambia immagine, la fotografia che hai davanti è diversa e a te non resta  che adeguare l’immagine che avevi con quella che hai. Cambi la tua prospettiva e ti ricorderai, per la prossima volta, di non avere aspettative.

domenica 13 marzo 2016

Due fagottini freddi come antipasto

Ho preparato una salsa con Philadelphia e tonno e ho riempito fette di spada affumicato. 
Ho preparato una salsa con ricotta e filetti di acciuga e ho riempito fette di tonno affumicato. 
Ho chiuso con fili di erba cipollina. Ho irrorato con un filo di olio.

Cheese cake fredda

Ho frullato biscotti alla Nutella fatti qualche giorno prima e li ho bagnati in burro fuso. Ho steso l'impasto in un piatto tondo con uno spessore di circa 1 centimetri. Ho mescolato mascarpone e yogurt greco con un filo di miele e mezzo limone spremuto. Ho coperto i biscotti con la crema (spessore circa 2 centimetri) e ho riposto in frigorifero per far rapprendere. Ho coperto con marmellata di arance. 

Maccheroni grano saraceno brio e zucchine

Ho lavato e affettato sottilmente 4 piccole zucchine. Le ho cotte in padella antiaderente con qualche cucchiaio di olio, sale e pepe nero selvatico.
Ho tagliato a cubetti 300 grammi di brie lasciandolo in una capepiente ciotola di ceramica vicina ai fuochi. Ho cotto 400 grammi di maccheroni di grano saraceno per 10 minuti e una volta scolati, ho unito la pasta al formaggio e alle zucchine tenute calde. Ho mescolato e impiattato aggiungendo grana e pepe nero selvatico.

mercoledì 9 marzo 2016

D 'amore si muore ma io no, Guido Catalano

Afferrato così, passando tra gli scaffali della "mia" libreria. Rapita dalla copertina e dal titolo. Senza leggere la trama o aver avuto prima l'occasione di sentir parlare dell'autore (confermando così la stessa spiacevole sensazione di tutti i tempi. Quella di non conoscere e che non avrò, mai, il tempo di farlo e che la dobbiamo solo sperare che nella prossima vita saremmo ancora in grado di leggere). 
È' ironico, dissacrante, coinvolgente, romantico e  disincantato ma speranzoso. È esageratamente un po' tutti noi quando ci innamoriamo. Che sembriamo scoppiare di felicità, che la vita si è fermata, che ricordandoci dei vecchi amori ci sembriamo già passati per quella strada di morte e resurrezione. È un po' tutti noi. Contraddittori e inseguitori ... Del sogno. L'amore.

sabato 5 marzo 2016

... Abbiamo un sacco di splendide parole che non usiamo, che dimentichiamo, e loro, le parole, rimangono lì, abbandonate e tristi, al freddo, in una specie di luogo vuoto, come un deserto di sale, con il cielo grigio. ...

D'amore si muore ma io no. Guido Cataldo

Ragu' di pollo riposo piccante

Ho cotto 250 grammi di macinato di pollo con 1 bicchiere abbondante di vino rosso Barolo, passata di pomodoro, peperoncino, mezzo dado senza glutammato, una noce di burro. Ho passato a fuoco prima medio e poi vivace per circa mezz'ora. 
Mangiato così, con pane fresco pugliese a fette

giovedì 3 marzo 2016

Entro fine mese mi sposo.”
“Davvero?”
“Giuro, sei invitato, dillo a Luca.”
“ Chi è la fortunata?”
“Agata si chiama, fra un paio di giorni ci baciamo.”
“Te la sposi tra un mese e non siete ancora baciati?”
“I grandi amori non si baciano subito.”
“Se lo dici tu.”
“Lo dico.”

D'amore si muore ma io no. Guido Catalano.

Penne di grano saraceno on pesto e ricotta

Ho preparato un pesto tritando 100 grammi di mandorle e 100 grammi di pistacchi, olio e.v., sale e pepe bianco. Ho grattugiato grossolanamente  della ricotta salata. Ho cotto al dente 200 grammi di penne di grano saraceno. Ho scolato, condito con il pesto, impiattato è cosparso di ricotta e un filo di olio.
... mi chiedo, alle volte, dove vadano a finire tutte le parole dette, dato che sono così poco ascoltate. Tanto parlare, poco ascoltare. Dove vanno a finire?
Lo sapete voi?
Probabilmente c’è una sorte di Purgatorio di parole, di pensieri, di frasi che sono state dette e che nessuno ha veramente sentito …

D’amore si muore ma io no. Guido Catalano
La strategia amorosa si sa adoperare soltanto quando non si è innamorati.
Cesare Pavese.